contenuti e finalità dell’insegnamento
La scenografia, tradizionale materia opzionale nei corsi di laurea in Architettura, è oggetto da qualche tempo di un rinnovato interesse che non si ferma alla sua propria specificità disciplinare ma, al contrario, sperimenta nuove forme di espressione. Le cose non rappresentano più le componenti fondamentali del valore e spesso vengono sostituite da idee, concetti, esperienze e immagini. Si potrebbe dire che, da quando il teatro di avanguardia ha rinunciato a duplicare la realtà nello spazio virtuale della scena per intraprendere una ricerca analitica sui propri materiali, il compito tradizionale della rappresentazione sia stato assunto dall’architettura. Potremmo parlare di una teatralizzazione dell’architettura che non solo diviene luogo ideale per lo spettacolo ma, allo stesso tempo, diventa spettacolo essa stessa. La complessità interna iperstrutturata delle due discipline, l’architettura e la scenografia, si sgretola di fronte alle influenti e aggressive pressioni di altre dimensioni della contemporaneità. Possiamo riconoscere oggi, nello scambio tra teatro e architettura, un percorso comune svolto simultaneamente nei due campi. Nei rispettivi spazi abitati si riconosce una sorta di poliglottismo, sicuro esito della modernità. Spazio di vita che diventa spazio della rappresentazione e spazio della rappresentazione che diventa spazio di vita.
Partiremo da queste considerazioni per sperimentare un lavoro comune tra gli studenti del corso di Scenografia e quelli della Scuola di Teatro ‘Arsenale’.
Il lavoro si svilupperà secondo le seguenti modalità: Lezioni ex-cathedra sia di carattere storico che di carattere critico, propedeutiche al progetto, allo scopo di preparare gli studenti alla progettazione di una scena teatrale. Esse forniranno uno spettro più ampio possibile dei problemi che durante le fasi di progetto dovranno essere indagati e approfonditi – Schedatura e studio, da parte di ogni singolo studente, di alcuni allestimenti dello scenografo Edward Gordon Craig. Ogni caso studio dovrà essere rappresentato attraverso opportuni disegni in scala e un modello in cartoncino. Al materiale grafico dovrà essere allegata una breve relazione descrittiva e una bibliografia essenziale – Gli studenti, divisi in gruppi, dovranno realizzare un progetto scenografico a partire da un tema generale preso come spunto per la costruzione di un processo drammaturgico-scenografico. L’insieme dei progetti costituirà un’unica pièce scenografico-teatrale, che come in un antico canovaccio della Commedia dell’Arte troverà la sua unità intorno al tema assegnato, vera articolazione delle singole scene. Sarà organizzato uno spettacolo aperto al pubblico, da svolgere nello SPAZIO PATIO della Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano.
bibliografia essenziale
F. Mancini, L’evoluzione dello spazio scenico – dal naturalismo al teatro epico, Edizioni Dedalo, Bari 1975.
S. Sinisi, I. Innamorati, Storia del teatro. Lo spazio scenico dai greci alle avanguardie. Bruno Mondadori Editori, Milano 2003.
A. Nicoll, Lo spazio scenico – storia dell’arte teatrale, Bulzoni Editore, Roma 1971.
P. Salvadeo, Architettura A Teatro, Libreria Clup Editore, Segrate 2004.
P. Salvadeo, L’inquieta scena urbana, tra architettura e allestimento, Libreria Clup Editore, Segrate 2004.
P. Salvadeo, Architetture Sonore, Libreria Clup Editore, Segrate 2006.
P. Salvadeo, Adolphe Appia 1906 – Spazi Ritmici, Alinea, Firenze 2006.