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estetica/venturi ferriolo: programma

Gennaio 12, 2007

contenuti e finalità dell’insegnamento
Paesaggi rivelati è un itinerario attraverso i luoghi per conoscere con lo sguardo rivolto all’orizzonte panoramico della nostra cultura: uno sguardo profondo rivelatore di trame e identità, di realtà e apparenze. Un paesaggio è delimitato dal suo orizzonte, visibile e, quindi, comprensibile dallo sguardo, da cui parte una teoria pratica di sistemazione dei luoghi fondata su una visibilità senza confini per coglierne l’accadere, la presenza degli oggetti e delle loro relazioni che danno identità a un paesaggio, differenziandolo da un altro.
Paesaggio è fondamentalmente un’ipotesi di sguardo sul nostro ambiente circostante e ricopre più il non visibile che il visibile; un gioco continuo fra visto e nascosto, tra reale e immaginario. Il gioco dell’immaginazione è il filo conduttore di una pratica di paesaggio particolare, un’arte della sistemazione dei luoghi basata sulla loro profondità. Questa rivela l’esistenza dello spazio concreto da una parte e del paesaggio dall’altra, offrendoci la possibilità di creare un insieme da elementi separati, dove l’immaginario gioca un ruolo chiave, quello del mondo umano con la sua visibilità senza bordi. Lo sguardo rivela la complessità delle forme di questo mondo per offrire una teoria della sistemazione dei luoghi attenta alle trame dell’accadere, tra realtà e apparenza: un procedere che sarà analizzato durante il corso. Da qui prevedere paesaggi, nel senso proprio della pre-visione e con i suoi strumenti. Saranno studiati il rapporto tra luce e colore, le impressioni visive e tattili con le differenti suggestioni spaziali: luce, colore, visibilità e immaginazione sono i termini di una percezione originale e nel contempo classica del paesaggio, che ci conduce all’immaginazione dei Romantici come rivelazione
Sarà prestata particolare attenzione all’estetica nascosta degli abitanti paesaggisti dai quali Bernard Lassus – paesaggista francese di consolidata fama – ha ricavato i meccanismi plastici di un’estetica popolare di paesaggio, rivelando l’esistenza di un substrato originario, un suolo su cui la società, spesso tramite l’architetto, ha costruito un supporto sul quale l’individuo deposita un apporto: il contributo del suo vissuto. Questa distinzione chiarisce i tre livelli d’intervento paesaggistico e permette di formulare una pratica di paesaggio.
Qui sta lo sforzo d’immaginare e tessere disponendo paesaggi. È un gioco sottile, ma acuto e incisivo, che si basa sull’apporto e apre alle possibilità offerte dal luogo, dal suo substrato, già supportato. Questa dinamica individua prospettive di recupero dal degrado o interventi possibili in un’ottica critica: l’esame di tutte le possibilità con l’occhio rivolto al passato, in direzione del futuro, che è progetto, apporto in profondità. Una pratica utile oggi che rivela l’identità locale in un ambito sempre più globale.

bibliografia essenziale
M. Venturi Ferriolo , Paesaggi rivelati. Passeggiare con Bernard Lassus, Guerini e Associati, Milano 2006.
M. Venturi Ferriolo , Giardino e paesaggio dei Romantici, Guerini e Associati, Milano 1998.